“Jerico vale!”, il Comune di Bergamo capofila del progetto di cooperazione internazionale

“Jerico vale!”, il Comune di Bergamo capofila del progetto di cooperazione internazionale

“Jerico vale!” è progetto triennale che ha come focus il settore agroalimentare e, nello specifico, la filiera di produzione del dattero che si rivela in particolare difficoltà

4 Novembre 202

Bergamo. Prende il via in questi giorni la prima fase operativa di “Jericho vale!”, il progetto di cooperazione internazionale che il Comune di Bergamo, in qualità di ente capofila, ha presentato lo scorso anno e che è stato approvato ufficialmente con comunicazione dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) nel febbraio scorso.
Tutto ha avuto inizio il 27 dicembre 2019 con la pubblicazione, da parte di AICS, di un avviso dedicato alla “Promozione dei Partenariati Territoriali e implementazione territoriale dell’Agenda 2030” in cui gli enti territoriali venivano invitati, attraverso proposte progettuali, a contribuire al raggiungimento di uno dei due obiettivi generali previsti: il primo, concorrere allo sviluppo dei Paesi partner agendo a supporto della capacità di governo delle istituzioni locali, della promozione e dello sviluppo di servizi del territorio; il secondo, contribuire alla promozione di uno sviluppo urbano/territoriale sostenibile e resiliente.
Da qui la scelta del Comune di partecipare attraverso la partnership nazionale con la Fondazione Giovanni Paolo II, Onlus con sede ad Arezzo esperta in cooperazione e sviluppo, alcune importanti partnership locali – Camera di Commercio di Bergamo, Confcooperative Bergamo, Centro Servizi Aziendali Coesi Società Cooperativa, Biodistretto, Startup Bio Sociale, Comune di Scanzorosciate – e la collaborazione dell’Associazione “Amici bresciani della Fondazione Giovanni Paolo II” e di Anci Lombardia.
Ricoprono un ruolo esterno al progetto, ma ne condividono obiettivi Agesci Bergamo e Acli Bergamo.

“Jerico vale!” è progetto triennale che ha come focus il settore agroalimentare e, nello specifico, la filiera di produzione del dattero che si rivela in particolare difficoltà. Il Governatorato di Jericho produce, infatti, circa il 30% del totale di frutta e verdura prodotta in Palestina ed è la sola zona climaticamente idonea alla produzione del dattero, unico prodotto agricolo ad alto valore aggiunto apprezzato nei mercati internazionali. Negli anni ‘70 il comparto produceva un valore pari al 50% del PIL palestinese. Da quel periodo le produzioni agricole, ed il loro valore economico, hanno iniziato un trend pesantemente negativo che oggi si attesta intorno a circa il 6% sull’intero PIL palestinese. Le ragioni di questo trend negativo risultano essere sono molteplici: il basso livello occupazionale nel settore agricolo, soprattutto femminile e giovanile, la scarsa produttività e redditività dei terreni, la frammentazione delle produzioni in piccole aziende agricole familiari e, non ultima, l’assenza di un sistema territoriale istituzionale pubblico e privato integrato e coordinato in grado di creare una strategia di valorizzazione territoriale per lo sviluppo economico locale. L’obiettivo generale è quello di sostenere la riorganizzazione produttiva, manageriale e commerciale della cooperativa di produttori di datteri Palestinesi – Jericho; obiettivo specifico, quello di migliorare la qualità e la sostenibilità della gestione organizzativa e strategica delle imprese rurali e delle associazioni beneficiarie correlate alle produzioni di datteri in Cisgiordania – Jericho. In Palestina beneficeranno del progetto il Governatorato di Jericho, la Camera di Commercio di Jericho, la Palm Farmer Cooperative Association.

I risultati previsti riguardano in particolare quattro punti:
1. Miglioramento delle competenze amministrative manageriali nelle associazioni di produttori beneficiarie in ambito di: controllo di gestione, analisi dei costi di produzione di filiera, pianificazione per obiettivi, realizzazione di business plan e pianificazione strategica.
2. Miglioramento delle competenze tecnico produttive e le attrezzature dei produttori e delle associazioni di produttori in ambito di: controllo di qualità, gestione ecosostenibile dei processi produttivi, elaborazione di disciplinari di produzione per i Presidi Slow Food per marchi di garanzia di origine e qualità, controllo dei costi dei processi produttivi, gestione associata diretta dei processi post raccolta di stoccaggio, lavaggio e preparazione alla vendita.
3. Miglioramento delle competenze di gestione commerciale e vendita delle associazioni di produttori, in ambito di: analisi del mercato, strategie commerciali e di promozione e marketing.
4. Facilitazione nell’attivazione di nuovi canali commerciali a livello nazionale e internazionale, maggiormente remunerativi e sensibili alle filiere di qualità con riferimento anche al canale Slow Food e contribuire allo sviluppo della Palestina, attraverso un’azione di supporto della capacità di governo delle istituzioni locali e dei processi di riforma e valorizzazione territoriale, sia alla promozione e allo sviluppo di servizi del territorio che garantiscano un accesso inclusivo, soprattutto per donne, giovani e anziani.

Per la realizzazione del progetto sono previste una serie di azioni: visite di scambio di buone pratiche; organizzazione di percorsi di formazione e di scambi di esperienze a favore dei funzionari, dei produttori agricoli, giovani e donne disoccupati in ambito agro-alimentare in loco e in Italia; realizzazione di incontri di sensibilizzazione sul territorio Palestinese ed in Italia sul tema del dialogo e della cooperazione tra popoli; aggiornamento ed implementazione di un piano di valorizzazione territoriale con particolare focus sulla promozione del prodotto tipico; creazione di un Ufficio per l’Internalizzazione delle imprese agroalimentari all’interno della Camera di Commercio di Jericho; partecipazione dei produttori agricoli a fiere di settore internazionali con l’accompagnamento della Camera di Commercio di Jericho; costruzione ed equipaggiamento di un training center per l’erogazione dei percorsi formativi e servizi per le fasi di produzione e stoccaggio dei prodotti agroalimentari; erogazione di un fondo di dotazione per l’innovazione in competenze tecniche produttive commerciali e certificazioni; organizzazione di percorsi di assistenza tecnica in loco con esperti internazionali per il rafforzamento dei servizi di sostegno all’occupazione ed all’innovazione nel settore agroalimentare.

Budget totale del progetto è di 1.749.316,18 euro

LE DICHIARAZIONI

“Siamo contenti di poter concretizzare questo progetto di cooperazione internazionale che parte dagli enti locali. È una prospettiva, questa, incoraggiata dall’unione europea e che ha dato risultati molto efficaci laddove venga attivata. Per quel che riguarda Bergamo, il nostro progetto triennale nasce da una fitta di relazioni sul territorio e dall’impulso della Fondazione Giovanni Paolo II. L’obiettivo non è solo di carattere produttivo, ma anche di marketing territoriale e soprattutto quello della promozione del lavoro, soprattutto nei confronti di donne, giovani e anziani. Vogliamo favorire la nascita di piccole imprese, nuovi posti di lavoro dignitosamente remunerate, nei territori della Palestina” dichiara Giorgio Gori, Sindaco di Bergamo.
“La città di Bergamo ha una significativa tradizione nella cooperazione e nella solidarietà internazionale. Abbiamo operato in Bosnia e in Kosovo per la ricostruzione del paese distrutto dalla guerra civile; in Senegal con un progetto sul risparmio che coinvolgeva anche gli immigrati senegalesi residenti a Bergamo; con il Politecnico di Milano per formare tecnici comunali in Palestina; con le Municipalità Libanesi e Siriane per un progetto di tutela del patrimonio storico artistico. Più recentemente si è sostenuto il progetto di empowerment per le donne degli orti in Senegal, coordinato dalla Cooperativa Sociale Ruah in collaborazione con Celim e A.S.P.Em. (Associazione Solidarietà Paesi Emergenti). Oggi il ruolo del Comune di Bergamo all’interno del progetto Jerico vale! consiste nella gestione e nel controllo delle attività in quanto capofila. Verranno valorizzate competenze e pratiche interne all’Amministrazione, coinvolgendo oltre alla Direzione Affari generali e staff del sindaco e alla Direzione pianificazione strategica e organizzazione, anche lo Sportello unico edilizia e attività produttive (SUEAP), l’Ufficio Cultura e UNESCO, il Servizio Associato Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli esperti del Comune di Bergamo assicureranno un’assistenza tecnica a distanza ai funzionari palestinesi per il corretto adeguamento dei servizi in loco. Sono previste anche delle missioni in loco per una miglior conoscenza della realtà con cui si collaborerà. L’impegno assunto dall’Amministrazione è consistente, ma siamo convinti che co-operare significa lavorare insieme, confrontando conoscenze, strumenti, esperienze in un lavoro che è arricchimento di tutti i soggetti coinvolti – afferma Marzia Marchesi, Assessora alla Pace del Comune di Bergamo -. Il Comune di Bergamo si è collocato al nono posto in graduatoria su settantacinque iniziative pervenute, per l’Avviso 2019 Enti Territoriali per “iniziative presentate dagli Enti Territoriali da parte dell’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo in tema di Partenariati Territoriali e implementazione territoriale dell’Agenda 2030”.

“L’iniziativa “Jericho Vale Supporto alla valorizzazione territoriale inclusiva e sostenibile per il settore agro- alimentare” – annota Paola Galliani, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo –  è stata valutata positivamente dall’Agenzia per i seguenti principali punti di forza:

1. localizzazione in Palestina, Paese prioritario per gli interventi di Cooperazione allo Sviluppo, in cui è operativa la sede AICS Gerusalemme; nell’ambito dello stesso Bando Enti Territoriali 2019 sono state finanziate complessivamente n.5 iniziative nel Paese; 2. scelta di una rete di partner, sia locale che italiana, con specifiche professionalità volte ad apportare valore aggiunto all’iniziativa. I Partner sono diversi e includono, in linea con la L.125/2014, Enti territoriali, Organizzazioni della Società Civile e impresa, dalle cui interazioni l’iniziativa e i beneficiari troveranno opportunità di scambio e di apprendimento di esperienze e conoscenze; 3. chiara identificazione dei bisogni e delle risposte ai problemi. Il need assestment risulta ben delineato in quanto elaborato e condiviso con i Partner; 4. quadro logico accurato e completo sulla base di un obiettivo specifico “migliorare il sistema di goverance e rafforzare sevizi di supporto all’occupazione ed alle imprese del settore agro alimentare del Governatorato di Jerico, con una rete di parternariato internazionale” mirato ed in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con il Documento Triennale di Programmazione e di Indirizzo 2019-2021 del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. AICS è certa che l’iniziativa, avviata il 1 ottobre scorso, sarà gestita con successo dal Comune di Bergamo in collaborazione con tutti i partner, e che riuscirà a superare anche eventuali ostacoli legati all’ epidemia COVID 19, raggiungendo obiettivi e risultati nei tempi prefissati. Vi auguriamo buon lavoro e vi ricordiamo che potrete sempre contare sul nostro supporto! “La Fondazione Giovanni Paolo II è una ong di cooperazione internazionale con numerose esperienze di progetti di sviluppo in sostegno alle filiere produttive e alle organizzazioni di produttori in Medio Oriente, anche tramite finanziamenti AICS. In Palestina ha realizzato un progetto sulla filiera del dattero a Jericho. Nell’ambito del progetto “Jericho vale!”, la Fondazione Giovanni Paolo II avrà il ruolo di supporto al comune di Bergamo nel coordinamento delle attività nei territori Palestinesi e di assistenza tecnica della cooperativa di produttori per lo sviluppo di capacità manageriali e opportunità di business per i produttori. Il coordinamento della gestione delle attività sarà realizzato attraverso un’equipe di progetto basata in Palestina e con il supporto dello staff dell’ufficio progetti in Italia. Grazie alla sua conoscenza del contesto locale ed esperienza in progetti di sviluppo e rafforzamento di filiere agricole, La Fondazione accompagnerà la cooperativa di produttori di datteri nel percorso di rafforzamento delle competenze e capacità produttive, gestionali e commerciali, contribuendo così a innescare una dinamica positiva di sviluppo territoriale. La Fondazione ha collaborato con il sistema cooperativo dell’area bergamasca e bresciana nella realizzazione dei progetti sulle filiere produttive in Medio Oriente” afferma Carlo Simonetti, Responsabile Ufficio Progetti Fondazione Giovanni Paolo II.

“Il progetto di Cooperazione a Gerico pone al centro il sostegno alla produzione dei pregiati datteri Medjoul di Gerico effettuata da piccoli produttori familiari, cercando di valorizzare il lavoro dei contadini che preservano la biodiversità locale – dichiara Raoul Tiraboschi, Coordinatore partner locali del progetto -. Oltre a produrre datteri Medjoul e altre varietà locali, queste comunità coltivano l’orto, gli agrumi, i cereali e il foraggio destinato agli animali. L’obiettivo delle comunità è valorizzare queste varietà di datteri, ma anche la cultura locale e il legame con la terra dei contadini palestinesi. Il ruolo dei partner bergamaschi è quello di valorizzare l’economia locale, la capacità produttiva sostenibile, le buone pratiche di marketing territoriale, di parità di genere”.

“Per Il Biodistretto dell’agricoltura sociale di Bergamo la partecipazione al progetto ‘Jericho vale!’ ha un grande valore sia rispetto al fatto che si tratta della prima iniziativa che ci porta a collaborare con continuità con una realtà estera in un territorio particolarmente delicato a livello mondiale, sia perché ci offre la possibilità di divulgare ulteriormente la conoscenza dell’agricoltura biologica applicata ad un prodotto particolare e non usuale per i nostri mercati agricoli. Saremo impegnati sostanzialmente in due azioni: la prima di consulenza, sia direttamente sul campo a Gericho, che a distanza, in modo di poter garantire, tramite una figura agronomica specializzata, il necessario supporto tecnico per accompagnare i produttori alla conversione verso la certificazione biologica. La seconda attraverso una serie di azioni promozionali e di divulgazione commerciale e di conoscenza del prodotto e del lavoro delle diverse realtà che lo realizzano. Siamo infatti convinti che è fondamentale far arrivare al consumatore finale la narrazione del prodotto, per creare una cultura che vada ben oltre il semplice gesto dell’acquisto, ma restituisca consapevolezza e responsabilità anche al consumatore finale, nel pieno rispetto del lavoro di chi produce. In particolare a noi sta a cuore la promozione di un’agricoltura biologica, attenta alle relazioni tra uomo e ambiente che lo circonda e attenta ad includere anche le persone con fragilità. Valori, questi, che abbiamo ritrovato nel progetto ‘Gericho vale!’ e che siamo ben contenti di condividere con le diverse realtà coinvolte” precisa Marco Zanchi, Presidente Biodistretto dell’agricoltura sociale di Bergamo.

“Le cooperative sono state e sono uno strumento formidabile per lo sviluppo del settore agricolo – sottolinea Giuseppe Guerini, Presidente Confocooperative Bergamo -, ma sono anche una forma di impresa che promuove le comunità locali e la responsabilità sociale. Promuovere cooperative per sostenere i piccoli agricoltori e le comunità rurali in Palestina è per noi un’occasione importante nel solco della tradizionale vocazione del movimento cooperativo a creare occasioni di crescita e scambio internazionale. Senza dimenticare che in molte aree del mondo le cooperative sono state un importante veicolo per la ricostruzione e la pacificazione di aree in cui si sono svolti conflitti. L’auspicio quindi è che, seppure in piccola parte, questo progetto possa favorire anche il processo di pace in terra santa.”

“All’interno del progetto Jerico abbiamo il piacere di condividere l’esperienza e le buone pratiche del Comune di Scanzorosciate in capo alla valorizzazione dei prodotti tipici e del territorio, a partire dal ‘fare rete’ tra soggetti pubblici e privati, per far conoscere le eccellenze locali e creare nuove opportunità per l’economia e lo sviluppo” commenta Davide Casati, Sindaco di Scanzorosciate.

“La Camera di Commercio di Bergamo intende valorizzare, nella collaborazione con la Camera di Commercio di Jericho, la propria esperienza di organizzazione e di gestione di attività di supporto all’internazionalizzazione, marketing territoriale e di azioni promozionali strutturate. La conoscenza della nostra realtà organizzativa diventa quindi una best practice che può fungere da guida per la consorella estera che, al termine di questo progetto, potrà dotarsi di una struttura dedicata alla promozione economica e territoriale già performante. La presenza di una delegazione da Jericho nel corso dell’anno prossimo consentirà una collaborazione operativa in occasione di eventi di eccellenza nell’ambito del settore enogastronomico bergamasco – De casoncello, Festival del Pastoralismo, Forme, Festival Moscato di Scanzo, Food Film Fest, Agritravel, ecc. – quale momento formativo e di arricchimento, anche in un’ottica formativa ed esperienziale turistica, oltre che di condivisione delle conoscenze specifiche del settore dell’agrofood” affermano Raffaella Castagnini e Silvia Ceraolo Camera di Commercio di Bergamo.

“Il bando Enti Territoriali 2019 dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha permesso a numerosi Enti Locali, tra cui il Comune di Bergamo, di rinnovare l’interesse per la cooperazione internazionale. Il Comune di Bergamo ha proposto un’ampia partnership e proposto un progetto all’avanguardia, alla quale anche ANCI Lombardia ha aderito. Questa è la migliore dimostrazione di come gli Enti Locali possono essere protagonisti della cooperazione decentrata con i Paesi in via di sviluppo e contribuite concretamente al sistema di cooperazione italiana. ANCI Lombardia porterà il progetto Jericho Vale! all’attenzione del sistema degli Enti Locali della Lombardia, come buona pratica da seguire” conclude Francesco Brendolise, Cooperazione Decentrata allo sviluppo ANCI Lombardia, intervenuto a nome di Egidio Longoni, Vice Segretario Generale ANCI Lombardia.

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